Piazza Santa Maria dei Battuti – Treviso

Treviso - 2017
Categories: urban/public

La nuova piazza risponde alla volontà di restituire alla cittadinanza la possibilità di vivere un luogo che, a partire dal secondo dopoguerra, divenne uno spazio asfaltato destinato a viabilità stradale e parcheggio, perdendo qualsiasi connotazione dell’antica piazza prospiciente l’ingresso dell’Ospedal Grando.
Il progetto ha “ricucito” trasversalmente gli elementi maggiormente rilevanti dal punto di vista storico-architettonico-artistico: la colonna del XVI secolo, la facciata principale dell’ex Ospedal Grando caratterizzato dal “Torresin”, il portale d’accesso al “Quartiere Latino”, e le “quinte sceniche” dei pregevoli palazzi sette-ottocenteschi che racchiudono la forma trapezoidale allungata della piazza.
L’uso di pietre e di lavorazioni diverse sottolinea i principi che hanno generato il progetto: le fasce in pietra bianca definiscono le “soglie” della piazza rispetto ai vari punti di accesso, sono un segno di accoglienza e uniscono trasversalmente gli spigoli degli edifici che si fronteggiano in una sorta di “cucitura” rispetto al “taglio” della precedente strada asfaltata.
Attorno alla colonna, che proietta un’ombra simbolica in ciottoli a memoria della pavimentazione ottocentesca conclusa dalla fontana, si è generata un’area di incontro, un salotto all’aperto sottolineato dalla pavimentazione/tappeto e dall’illuminazione artificiale: questo luogo, in qualche modo delimitato e protetto, ha una forte e dinamica vocazione scenica ideale per eventi culturali, letture, giochi, spettacoli e attività all’aperto diurne o serali.
Gli elementi scultorei circolari, oltre alla naturale predisposizione di sedute aggregative, possono prestarsi all’installazione di opere d’arte o divenire mini palchi di performance artistiche. Quello più a nord, a forma di anello, cinge il grande albero che completa tridimensionalmente la composizione architettonica della piazza contrapponendosi alla verticalità dell’antica colonna in pietra.
La nuova pavimentazione in pietra riprende i materiali tradizionalmente utilizzati nei centri storici veneti: la trachite zovonite estratta dai colli Euganei e la bianca pietra d’Istria.
Quasi settemila lastre posate su disegno, di cui oltre un migliaio tagliate a misura, ventitre formati rettangolari e tre diverse lavorazioni della superficie formano il complesso disegno dei venti campi in cui è suddivisa la piazza: una composizione contemporanea con le pietre della tradizione che proietta sulla pavimentazione i fronti articolati dei palazzi che vi si affacciano.
(in collaborazione con studio Aba e Peruzzo Architettura)

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